Street art al porto di Civitanova Marche: Vedo a colori

L'uomo pesce di Andrea CasciuIl muro combo di Hope + GigIl muro combo tra 108 e Giulio VespriniSpeci Migranti #2 un muro di Nicola Alessandrini e Lisa GelliIl muro combo tra Nemos e NuloDettaglio della combo tra Nemos e Nulo"Frutti Comuni di Mare Comune" di Guerrilla SpamIl muro di Collettivo FxUna tartaruga resiste nel mare inquinato dal petrolio di Riccardo Ten ColomboUna citazione di Sibilla Aleramo di OpiemmeIl muro di copertina di Vedo a Colori realizzato da Pattern Nostrum e Daniele TozziIl muro di Gods in LoveUna delle opere di Giulio Vesprini a CivitianovaIl muro di To LetKrayon rende omaggio all'archietetto Adalberto Libera e all'esploratore Silvio ZavattiUn omaggio al regista Stelvio Massi di Chekos ArtLa testuggine di Morden GoreLa balena-veliero di Jo ArancibiaI pescatori di Fabrizio Sarti SeaCreativeJules Verne di Chekos ArtUn dettaglio del muro di Chekos ArtIl muro di Mattia LulliniIl muro di Alina VergnanoLa balena steampunk di Dissenso CognitivoIl muro di ArisIl tecno-granchio di BlastIl palombaro di David Uzzo UrkaUn'installazione di Bros sui capannoni del porto

Vedo a Colori – Street Art al porto di Civitanova Marche” è una di quelle iniziative che non potevamo farci sfuggire: un progetto di recupero e trasformazione del porto di Civitanova Marche tramite opere di street art.

Le Marche sono una destinazione perfetta per coniugare mare, natura e storia, ma anche cultura indipendente contemporanea. Basti pensare al Weekendoit (festival dedicato alla condivisione e all’apprendimento delle tecniche artigianali, sia tradizionali che innovative), al Ratatà (festival di illustrazione e fumetto indipendente), al Pop Up! (festival di arte contemporanea urbana). E “Vedo a colori” si inserisce perfettamente in questo clima.

Quando la nostra amica Gaia Segattini ci ha segnalato l’iniziativa e ci ha messo in contatto con Giulio Vesprini, street artist e curatore della manifestazione, non abbiamo perso tempo e abbiamo subito organizzato una mattinata con lui alla scoperta della street art di Civitanova.

street art civitanova marche: opera di Giulio Vesprini

Una delle opere di Giulio Vesprini a Civitianova

Vedo a Colori ha da poco completato i lavori: verrà prodotto un video documentario di questa impresa titanica e verranno stampati due cataloghi che illustreranno questi anni di lavoro. È un progetto indipendente che vuole finanziarsi principalmente con il sostegno dal basso, sei ancora in tempo per partecipare anche tu come noi al crowdfinding a questo indirizzo:

https://buonacausa.org/cause/vedoacolori

Da questo video puoi farti un’idea del lavoro che è stato fatto.

Giulio ci accompagna tra i capannoni dei cantieri navali, tra i quali spuntano le opere: dietro ad argani, navi in costruzione, tra i pescatori al lavoro sulle reti e sul lungo muro est del porto. Ci racconta il progetto con le sue difficoltà e le sue grandi soddisfazioni: l’obiettivo è quello di trasformare questa zona della città in un museo a cielo aperto, libero e fruibile a tutti. Un luogo da vivere oltre che da visitare.

Pennelli e rulli bagnati da tempere vivaci, hanno come fine unico l’abbellimento di alcuni siti portuali e non solo, presenti nella città di Civitanova Marche. Il recupero di queste architetture complesse, dislocate lungo tutta l’area marittima del porto Civitanovese, è un esempio chiaro di come l’arte arriva nella vita quotidiana e nel sociale lavorativo di tutti i giorni. La texture dei disegni ed i concetti grafici espressi, diventano così la seconda pelle delle pareti; Il colore, congelando l’intonaco industriale esistente senza alterarne la forma, mette le stesse pareti sotto una nuova luce. I volumi, in uno spazio articolato come quello del porto, acquistano una patina che senza dubbio è segno tangibile dell’uomo-artista, che diventa cioè memoria storica, patrimonio vero per la città.

Sono 50 gli street artist provenienti da tutta Italia coinvolti a Civitanova Marche, ognuno con la propria interpretazione del particolare luogo in cui ci troviamo. Si alternano opere astratte, paesaggi marini, personaggi surreali, creature degli abissi e citazioni legate al territorio.

Ad esempio il leccese Checkos Art nel suo “pezzo” rende omaggio al regista di Civitanova Stelvio Massi che nel 1978 girò il film “Un poliziotto scomodo”. Oppure Krayon che cita Adalberto Libera e Silvio Zavatti: architetto ed esploratore che hanno lasciato entrambi un segno indelebile nella città.

street art civitanova marche: opera di Chekos Art

Un omaggio al regista Stelvio Massi di Chekos Art

street art civitanova marche: opera di Krayon

Krayon rende omaggio all’archietetto Adalberto Libera e all’esploratore Silvio Zavatti

Ci colpiscono il pesce umanizzato dedicato ai migranti di Nicola Alessandrini e Lisa Gelli e l’uomo pesce con la pelle squamata che esce dalle acque realizzato da Andrea Casciu, uno dei nostri murales preferiti.

street art civitanova marche: opera di Nicola Alessandrini e Lisa Gelli

Speci Migranti #2 un muro di Nicola Alessandrini e Lisa Gelli

street art civitanova marche: opera di Andrea Casciu

L’uomo pesce di Andrea Casciu

Ci sono poi la testuggine gigante di Morden Gore, la balena veliero di Jo Arancibia, il techno granchio di Blast e il capodoglio steampunk di Dissenso Cognitivo.

E ancora il murales onirico di Hope e Gig e “Frutti Comuni di Mare Comune” di  Guerrilla SPAM dove il mare è visto come elemento di unione e non di divisione.

street art civitanova marche: opera di Morden Gore

La testuggine di Morden Gore

street art civitanova marche: opera di Guerrilla Spam

“Frutti Comuni di Mare Comune” di Guerrilla Spam

street art civitanova marche: opera di giulio vesprini e 108

Il muro combo tra 108 e Giulio Vesprini

Per non dimenticare ovviamente le opere del curatore dell’iniziativa Giulio Vesprini (una in combo con 108) disseminate tra i capannoni del porto. Nei suoi murales la grafica incontra l’architettura e la contamina dando a un nuovo significato ad un luogo ormai muto.

Come spesso avviene la street-art ha senso in quanto veicolo di messaggi e di ragionamenti che hanno portato alla realizzazione di un murales. Emergono qui la tutela dell’ambiente marino, il tema della migrazione dei popoli, la riflessione sulle figure che hanno fatto la storia della città.